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Secondo il Ministro Profumo, nonostante la grande positività del modello italiano di integrazione scolastica, permangono delle criticità. Si prospetta quindi non solo di rafforzare l’organizzazione territoriale per l’inclusione, ma anche di affrontare adeguatamente  i BES, ossia quelle problematicità che non comportano certificazione, né rientrano nella L. 170/10 sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), ma implicano uno svantaggio scolastico per il quale è necessario offrire risposte personalizzate. Occorre perciò ripensare il modello di inclusione, non rivolgendosi più soltanto alle disabilità codificate, ma anche a quei ragazzi con disturbi del comportamento o dell’attenzione, con ritardi linguistici o con un quoziente intellettivo appena sopra il limite. Essi necessitano delle misure dispensative e compensative e della didattica personalizzata già prevista per gli alunni con certificazione o con diagnosi di DSA.

di seguito il link alla  direttiva ministeriale recante "Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" - (Direttiva del 27 dicembre 2012)

 

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